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Tennis. Andrea Brignacca: “Grazie al tennis mi pagherò l’Università in Florida”

​Il nostro tennista Andrea Brignacca, classe 2000, è in viaggio verso gli Stati Uniti, destinazione Università di Orlando. Gran parte degli alti costi da sostenere (quasi il 90%) saranno coperti da una borsa di studio per meriti sportivi. Lo avevamo intervistato due anni fa, di ritorno dalla Lettonia con il suo primo titolo internazionale e lo ritroviamo oggi, in partenza per la Florida. Il sogno americano si realizza…

Ciao Andrea… raccontaci, come è nata questa opportunità?
Un anno e mezzo fa, quando ho iniziato il mio anno all’estero negli Stati Uniti, in Sud Carolina, a Hilton Head Island nella Van Der Meer Tennis Academy. In questo modo ho potuto perfezionare lo studio della lingua inglese e prendere contatti diretti con le Università, avendo la possibilità di visitarle. E’ stata un’esperienza incredibile, che ha contribuito a farmi crescere sul piano sportivo e scolastico.

Quali benefici, in termini sportivi, ti aspetti?
Prevedo di allenarmi giornalmente, con la possibilità di competere ad alti livelli: avrò la possibilità di far parte della squadra dell’Università e quindi disputare partite contro avversari quotati di altri College.

Tornando per un momento alla tua carriera sportiva fino a questo momento, quali sono state le soddisfazioni più grandi?
Fino a questo momento la più grande soddisfazione rimane la vittoria nel 2016 nel Torneo di doppio in Lettonia. Poi i tornei negli Usa. Di entrambe le esperienze ho ricordi bellissimi.

Quanto la Sisport e il tuo Maestro (Rocco Petitto, ndr) sono stati importanti per te?
La Sisport e, in particolare, il mio maestro Rocco hanno avuto un ruolo fondamentale per la mia crescita: è grazie agli allenamenti sui campi di Via Olivero che ho raggiunto il livello di gioco che mi ha permesso di ottenere la borsa di studio. Inoltre l’ambiente in cui ho vissuto in questi dieci anni mi ha dato grandi soddisfazioni sia sul piano sportivo che personale.

Quali prospettive future pensi possano offrire le University?
Personalmente io ho scelto l’università in America perché mi dà la possibilità di allenarmi e competere ad alti livelli e allo stesso tempo di studiare, vivendo l’esperienza di studente-atleta.

Ritieni che in Italia avresti potuto conciliare università e sport?
Nel nostro Paese è molto più difficile conciliare studio e attività agonistica perché i tempi e gli impegni a volte concomitanti rendono ad un certo punto necessario fare delle scelte che penalizzano l'uno oppure l’altra.

In Italia hai frequentato il liceo linguistico. Quanto ha giocato l’ottimo livello di inglese, oltre ai meriti sportivi, per ottenere la borsa di studio?
Il liceo linguistico in sé non mi ha fornito un livello di conoscenza della lingua adeguato; sicuramente ho imparato bene l’inglese nell’anno trascorso negli Stati Uniti: solo così ho potuto passare gli esami di accesso all’Università.

Immaginiamo che l’eccitazione e la soddisfazione per questa nuova avventura siano enormi. Però è inutile negarlo: rinunciare alla propria “comfort zone” a 18 anni è una scelta coraggiosa e anche abbastanza controcorrente nel nostro Paese. Provi un po’ di timore e tristezza a lasciare famiglia e amici?
L’idea di lasciare nuovamente l’Italia mi spaventa meno di un anno e mezzo fa, ora sono più grande ed essendo la seconda volta che devo iniziare da zero sento di avere un po' più di esperienza e quindi di poter affrontare in modo migliore tutto quello che mi aspetta. Non vedo l’ora di incontrare i miei compagni di squadra e di iniziare un nuovo percorso!

Grazie Andrea. Un grande in bocca al lupo a nome di tutta la redazione del sito Sisport!

Torino, 10 gennaio 2019

Davide Capano

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