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La mia passione per il tennis

​Francesco Scermino è una colonna del gruppo tennis Sisport, al quale è legato sin dal 1980. In veste di capitano di squadra e giocatore, condivide con gli altri tennisti agonisti la passione per questo sport, che ora prova a trasmettere alla figlia Virginia. In quest’intervista esclusiva ci ha raccontato i suoi esordi, ripercorso i traguardi più significativi della sua carriera sportiva e svelato i suoi prossimi obiettivi.

Quando è nata la tua passione per il tennis?
La mia passione per il tennis è nata nell'estate 1980, all'età di dieci anni, durante la vacanza ad Andora, in un campo in cemento dove mio zio Vittorio era solito giocare. Da li la curiosità di provare e poi di continuare. Tornato a Torino a settembre, mi sono iscritto al gruppo tennis Sisport. Ho conosciuto altri iscritti e con loro ho fatto i primi scambi, senza mai seguire un vero e proprio corso: i miei "maestri" sono stati il muro e l'osservazione del tennis in TV degli anni 80/90. Trascorrevo interi pomeriggi a giocare e a tentare di perfezionarmi, con giocatori che frequentavano il centro. Oltre alla passione per il gioco, con il tempo mi sono reso conto che mi piaceva anche insegnare. Nel 2001 ho frequentato il corso per diventare Istruttore di secondo grado PTR, successivamente equiparato al primo grado FIT. Ho avuto varie collaborazioni, tra cui due esperienze di insegnamento presso la scuola tennis Sisport, negli anni 2010 e 2015.

Quali sono le soddisfazioni più grandi che finora ti ha regalato questo sport?
Le soddisfazioni più grandi che mi ha regalato questo sport derivano dalla partecipazione ai campionati a squadre nelle file della Sisport. Le più significative sono state le promozioni del 2008 dalla serie D3 alla serie D2 e la promozione dalla serie D2 alla serie D1 del 2014. Questi traguardi li ho raggiunti sia nella veste di giocatore che di capitano della squadra.

Quali sono i tuoi colpi migliori e la superficie sulla quale esprimi meglio il tuo gioco?
I miei colpi migliori sono il servizio e il gioco di volo; ho sempre preferito le superfici veloci alla terra rossa. La superficie veloce in sportflex della Sisport mi regalato molti successi, che non avrei potuto conseguire in terra rossa.

Hai un modello sportivo nel mondo del tennis?
Il mio idolo tennistico è stato Pete Sampras, per il suo gioco offensivo e di rete.

Quanto tempo ti alleni alla settimana?
In passato mi allenavo quasi tutti i giorni, ma a causa degli impegni lavorativi e familiari mi dedico a questo sport due o tre giorni alla settimana.

Parlando di Sisport, che importanza ha il proprio circolo per un tennista agonista?
Per me è sempre stato più importante disputare tornei a squadre rispetto a quelli individuali.  Infatti i più grandi successi li ho ottenuti con le squadre Sisport.  Tale circolo mi ha dato nel tempo fiducia e senso di appartenenza, permettendomi di organizzare le squadre da me capitanate. Nel corso delle varie stagioni ho sempre cercato di formare un gruppo non solo dal punto di vista tennistico, ma soprattutto dal punto di vista umano, creando un ambiente di amici che condividono l'amore per questo sport.

Qual è il tuo rapporto in squadra con i giovani?
Negli ultimi anni ho avuto l'opportunità di convocare nelle squadre in cui sono stato capitano parecchi under emergenti, provenienti dalla scuola tennis Sisport, come Edoardo Cecere, Andrea Brignacca e Filippo Urbani, oggi giocatori di alto livello. Per me giocare con i giovani è una bellissima esperienza, che concilia la mia passione con l'entusiasmo fresco degli adolescenti.

Oltre alla preparazione fisica pensi sia importante anche la ‘preparazione mentale’?
Facendo il confronto con il tennis tecnico dei miei inizi, oggi riscontro che questo gioco è diventato fisico e mentale; la preparazione atletica è fondamentale.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Conseguire altri successi con le squadre Sisport e dare l’opportunità alle nuove leve di appassionarsi a questo sport.

Il torneo dei sogni che ti piacerebbe giocare e - perché no - vincere?
Quando ho iniziato a giocare il mio sogno era di vincere Wimbledon, sogno rimasto tale… più realisticamente, oggi il mio sogno è quello di vincere la competizione a squadre invernale limitata 4.1. In questa manifestazione per quattro anni ho giocato le finali a 4 di Caselle, senza mai vincere.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?
Il mio tempo libero lo dedico alla famiglia. Da qualche anno insegno a mia figlia Virginia e cerco di trasmetterle la mia grande passione.

Torino, 12 gennaio 2017

Davide Capano

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Andrea Brignacca

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Mattia Ndongala

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