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Queensley: nigeriana di origine, italiana di nascita: il sogno è l'azzurro.

​Queensley Omozusi ha 17 anni, frequenta il liceo classico Gioberti e ha una grande passione per l'atletica leggera. Le sue specialità sono il lancio del disco e del peso: si allena in Sisport sotto la guida di Maria Marello, la stessa allenatrice di Daisy Osakue, che Queensley conosce sin da piccola e di cui spera di seguirne le orme. In gara Queensley sfida se stessa, prima ancora delle avversarie: migliorare il proprio personal best è il primo obiettivo.
Conosciamola meglio in quest’intervista esclusiva.

Nella recente finale del Campionato Allieve sei salita sul podio del disco e hai ottenuto il quarto posto nel peso. Complimenti! Come ti senti dopo queste grandi prestazioni?
Sono molto contenta ma non pienamente soddisfatta, perché il mio intento era migliorare anche il mio personale. Nonostante ciò, sono riuscita a divertirmi!
Come hai festeggiato?
Non ho festeggiato in grande stile, anzi subito dopo le due gare ho condiviso la felicità con le mie compagne di squadra mangiando insieme dei dolci! Una sorta di piccolo festeggiamento…
Come è nata la tua passione per l’atletica e, in particolare, per i lanci?
Sin da piccola ho sempre seguito in televisione le gare di atletica, ma poi mi ci sono avvicinata per la prima volta alle medie attraverso i Giochi della Gioventù. È stata Daisy Osakue (atleta Sisport, ndr), che conosco sin da piccola,  ad avviarmi a questo sport: in terza media Daisy mi ha suggerito di provare ad allenarmi in Sisport e sin dal principio mi sono trovata bene, grazie all'ambiente e alle persone che ho incontrato. Per quanto riguarda i lanci, a scuola avevo provato un po' di tutto, ma ciò che aveva suscitato subito il mio interesse era stato il peso. La mia allenatrice (Maria Marello, ex discobola azzurra, ndr) mi ha poi proposto anche il disco.
Sei nata e cresciuta in Italia, mentre la tua famiglia ha radici lontane, vero?
Io sono nata a Torino, mentre i miei genitori sono nati e cresciuti in Nigeria.
Anche i tuoi genitori praticavano sport?
Alla mia età mia madre praticava atletica leggera, ma a differenza mia gareggiava nelle prove multiple. Mio padre invece praticava calcio, come la maggior parte dei ragazzi di quell’età.
Quale è il tuo rapporto con il Paese d’origine?
Non sono ancora stata in Nigeria anche se mi piacerebbe molto andarci almeno una volta.
Cosa pensi dello Jus soli? La cittadinanza italiana rientra tri i tuoi obiettivi?
Credo che attuare questa legge sia importante per tutti quei ragazzi nati in Italia e che si sentono pienamente italiani. È importante che venga loro data la cittadinanza soprattutto per chi pratica sport ad alti livelli. Io stessa richiederò al compimento dei 18 anni la cittadinanza.
Tornando all’atletica, quanto ti alleni alla settimana?
Fino ad ora mi sono sempre allenata tre volte a settimana, ma quest'anno avevo intenzione di portare gli allenamenti a quattro, cinque quando è possibile.
Cos’è per te la fatica?
Per me la fatica  è il momento in cui superi i tuoi limiti e ne risenti fisicamente e a volte psicologicamente, ma allo stesso tempo sai che al termine di quello sforzo sarai più vicino all'obiettivo che intendi raggiungere.

Dove pensi di poter migliorare ancora dal punto di vista tecnico?
Dal punto di vista tecnico ci sono molte cose su cui migliorare, una tra queste è senz’altro la rapidità del gesto, ossia la rapidità della rotazione (parlando del disco).
Quanto è importante per te l’allenatrice?
Maria Marello è per me una figura di riferimento fondamentale, non solo nel mondo dell'atletica, ma anche fuori.
Alla vigilia di una gara pensi…
Cerco sempre di pensare il meno possibile, perché troppi pensieri mi porterebbero a provare maggior ansia o comunque ad avere meno concentrazione. Cerco di puntare a un obiettivo e mi focalizzo su quello.
Sei scaramantica? Porti con te qualche portafortuna o hai dei rituali prima di una gara?
In gara non posso fare a meno del mio disco personale, che è di colore verde: un colore che mi tranquillizza!
A quale campionessa ti piacerebbe assomigliare?
Vorrei riuscire ad intraprendere il cammino che ha percorso Daisy Osakue.
Come affronti le delusioni sportive?
Inizialmente sono triste e arrabbiata con me stessa, ma poi rifletto sul fatto che non sarà l'ultima gara e che ce ne saranno altre in cui potrò migliorare…
Se dovessi raccontarci quale gara ti ha dato più soddisfazione quale sceglieresti?
La gara regionale di disco dello scorso settembre, in cui ho migliorato il mio personale (35.30 m): ha contribuito a infondermi molta fiducia in me stessa…
Hai qualche consiglio da offrire ai ragazzi che desiderano avvicinarsi a questa disciplina?
Questa specialità presenta molte difficoltà, come tutte le altre, ma ti dà la possibilità di conoscere altri ragazzi con la tua passione, è una grande occasione per socializzare e fare amicizia.
A chi vorresti dedicare la prossima vittoria?
Sinceramente non lo so, perché ci sono parecchie persone a cui potrei dedicarla, ma credo che la persona più importante sia mia madre.
Quale istituto scolastico frequenti?
Ora frequento l'ultimo anno al Liceo Classico Gioberti di Torino, indirizzo linguistico.
Come riesci a conciliare studio e sport?
E’ molto difficile, ma ci si può riuscire se si è ben organizzati. Studio fino a tardi la sera, dopo l’allenamento.
Cosa fai nel (poco) tempo libero che ti resta?
Esco con i miei amici, compagni di allenamento e di squadra, o di altre società. Intorno all’atletica si è creato un bel gruppo!
Hai un sogno nel cassetto?
Indossare un giorno la maglia azzurra.
Grazie Queensley per il tempo che ci hai dedicato in quest’intervista, in bocca al lupo per tutto!

Torino, 15 novembre 2017

Virginia Menicucci

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