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Intervista a Emma Virginia Menicucci, promessa del nuoto azzurro

​Oggi abbiamo il piacere di intervistare Emma Virginia Menicucci, classe 2002, uno dei volti nuovi dello stile libero tricolore. Medaglia di bronzo agli ultimi Europei Juniores, atleta della Nazionale Italiana Giovanile, difende i colori della Sisport sotto la guida di Coach Mattia Gurgo Salice, suo autentico punto di riferimento.

​Ciao Virginia, anche se giovanissima hai già raggiunto traguardi importanti. Quali sono i ricordi più emozionanti della tua breve ma intensa carriera?
I ricordi più emozionanti sono sicuramente il primo titolo italiano e nello stesso anno (2016, ndr) il titolo nei 200 stile libero, una gara che non avevo preparato. Quel giorno sono riuscita a fare cose di cui non avevo consapevolezza. Poi i 100 stile libero agli scorsi Campionati Italiani Assoluti (con il tempo di 56”45, ndr) che mi hanno garantito il diritto alla partecipazione ai Campionati Europei Juniores di Helsinki. La medaglia di bronzo agli ultimi Europei Juniores forse è la più importante: una medaglia che nella gara veloce, la 4X100 stile libero femminile, mancava da un po’ di tempo alla Nazionale Italiana Giovanile. Una grandissima emozione.

Come sempre hai affrontato queste gare con la supervisione tecnica del tuo coach, Mattia Gurgo Salice. Quanto è importante il suo supporto tecnico e soprattutto psicologico prima di una competizione?
Nei momenti di grande tensione per una gara e di preparazione alla stessa, il supporto psicologico è fondamentale. Mattia mi mantiene serena sempre. Ha questa grandissima dote di rendere facile il complicato. La sua fortissima determinazione e la sua straordinaria passione lo portano ad essere sempre aggiornato tecnicamente. Si dimostra in grado di gestire gli atleti con grande pacatezza e, ritengo, con grande intelligenza. E' necessario un rapporto di rispetto e fiducia reciproca. Mattia per me, oltre che allenatore, è un riferimento di crescita, importantissimo educatore alla vita: ho estrema fiducia in lui, mi affido completamente. Lui decide, allena e io cerco di fare al meglio quello che mi dice. In gara ed in allenamento. Le gare si costruiscono insieme molto tempo prima.

I 100 metri stile libero rappresentano la tua specialità preferita?
Al momento sì. Diciamo che qualche anno fa mi sentivo più esplosiva nei 50 metri ma abbiamo deciso di allungare la distanza e al momento forse è la gara che mi viene meglio e che preferisco. Ma devo rifare qualcosa sui 50 e chissà magari qualche soddisfazione ancora sui 200 stile libero, vedremo…

Facciamo un passo indietro: a quale età hai iniziato a praticare nuoto?
A 5 anni.

Come è nata la tua passione per questo sport?
Ho seguito mia sorella che aveva un grandissimo talento e molta passione per l'acqua; abbiamo praticato molti sport, compreso lo sci agonistico, ma lei poi ha scelto il nuoto e mi ha spronato ad imitarla.

I risultati raggiunti sono sicuramente frutto di tante ore di allenamento. Rispetto ai tuoi coetanei, senti di dover rinunciare a molto per lo sport?
Sicuramente come ogni atleta o come tutti coloro che puntano ai dei risultati, ho dovuto e devo sacrificare molte ore della mia vita sottraendole alle ore di uscita con gli amici. Dover studiare in ore in cui si è più stanchi come alla sera è certamente un sacrificio, soprattutto all’inizio, ma poi impari a gestirti e a conciliare i vari impegni scolastici e sportivi. Per quanto riguarda la mia vita sociale, per fortuna, molti dei miei più cari amici appartengono al mondo del nuoto; inoltre, penso che questo sport mi stia dando talmente tanto in termini di esperienza di vita in generale che non mi sento di dire di "rinunciare a qualcosa".

Hai fatto una scelta impegnativa anche sul piano scolastico: frequenti il liceo classico…

Ho scelto il classico per assecondare un mio desiderio: è una scelta faticosa, ma trovo che sia importante anche l'allenamento per imparare a pensare. Considero il nuoto agonistico un piacere che richiede sacrificio, la scuola è anche un dovere che bisogna rendere piacevole scegliendo l’indirizzo che sentiamo più nostro. Io penso che sia utile investire su se stessi soprattutto in termini scolastici. Pensare allo sport come piacere aiuta ad essere più tranquilli, come è giusto che sia alla nostra età. Devo sottolineare che i miei professori (l’istituto che frequento è il Liceo Classico Sociale di Torino) hanno molto rispetto dei miei sacrifici, mi aiutano nella programmazione delle interrogazioni quando sono via per gare o ritiri. Questo è molto importante per conciliare scuola e sport così impegnativi.

Sei scaramantica? Porti con te qualche portafortuna o hai dei rituali prima di una gara?
Certo e sono top secret.

A quale grande campionessa del passato/del presente ti piacerebbe assomigliare?
Ce ne sono tante che mi piacciono ed ammiro tantissimo, Federica Pellegrini, Ranomi Kromowidjojo. Ma a me basta essere Virginia.

Come festeggi un risultato importante?
Celebro poco in effetti. Ogni volta penso all'obiettivo successivo!

Hai qualche consiglio da offrire ai bimbi che desiderano avvicinarsi a questa disciplina?
Sì divertirsi. Vorrei consigliare di considerare la vittoria come “aver fatto il proprio meglio”, a qualsiasi livello. Il nuoto fa bene, la competizione sana insegna a migliorarsi e, soprattutto, ad accettare le sconfitte sportivamente.

A chi vorresti dedicare la prossima vittoria?
Ogni volta penso a conquistarla... poi ci penserò alla dedica!

Hai un sogno nel cassetto?
Sì. E rimane il mio.

Quattro aggettivi per definirti
Determinata, permalosa, corretta, forse umile.

Come ti immagini fra 10 anni?
Vorrei godermi il mio presente ma mi immagino realizzata e felice.

Grazie Virginia! In bocca al lupo per tutto…

Torino, 07 novembre 2018

Davide Capano

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