I nostri campioni

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​La storia di Viviana Perina, maratoneta del Sisport Running Team, ha dell’incredibile: “Ho iniziato a correre quattro anni fa, senza un passato da atleta – ci ha raccontato –  e lo scorso 25 settembre ho tagliato il traguardo della Maratona di Berlino, la più veloce al mondo, in 3:44:14, un bel regalo per il mio 50° compleanno!”.

Le abbiamo chiesto quali sono le sue risorse: “Mio marito e il mio allenatore (Mattia Roppolo, ndr), a pari merito, perché mi supportano e mi sopportano, soprattutto quando l’evento si avvicina!”

Un bell'esempio, per chi vuole avvicinarsi al running...

​Quando hai iniziato la tua avventura nel pianeta del running?
Nel 2013. Accompagnavo mio figlio in Sisport a fare atletica, e guardandolo correre mi è venuta voglia di provarci anch'io. Ho iniziato come velocista, perché pensavo che correre distanze medio-lunghe non facesse per me. I risultati però sono stati disastrosi, e pian piano ha iniziato a formarsi in me l'idea di cambiare radicalmente, e di provarci con la "regina delle corse", Lei, la maratona. Quando l'ho comunicato al mio allenatore e ai miei compagni di running pensavano tutti che stessi scherzando: "Guarda che 42 km sono molti di più di 100 m. Devi smettere di chiacchierare, e metterti a correre!" - mi dicevano. E io mi sono messa a correre davvero, e dopo la prima maratona ne ho corse altre tre. E ne ho altre in programma

Cos’è per te la corsa?
Un modo per scaricare la tensione, svuotare la mente, svagarsi e mantenersi in forma facendo un po' di sano esercizio fisico. Avendo iniziato a correre 4 anni fa, a 47 anni, senza un passato da atleta, per me è importante che la corsa rimanga principalmente una fonte di svago, anche se in realtà è uno svago portato avanti con molto impegno, ma sempre con allegria, e senza prendersi troppo sul serio.

Quali benefici hai riscontrato da quando hai iniziato a correre?
Da quando corro sono più allegra, affronto meglio i problemi quotidiani, soffro meno di emicrania, e soprattutto, con tutte le calorie che brucio correndo, posso togliermi grandi soddisfazioni a tavola!

C’è una gara alla quale sei più legata o di cui non vorresti perdere nessuna edizione?
Mi sono piaciute tutte moltissimo, le quattro maratone che ho corso, anche perché me le sono scelte in giro per l’Europa, abbinando alla gara delle piacevoli mini vacanze. La prima, quella di Amsterdam, ha un sapore particolarmente speciale, perché era la prima. Essere riuscita a correre tutti quei km., senza mai averli corsi prima, è “tanta roba”, e poi per l’atmosfera molto coinvolgente lungo tutto il percorso. Aiuta moltissimo il supporto della folla, soprattutto quando la stanchezza arriva e resisterle diventa dura. E poi l’ultima, quella dello scorso 25 settembre a Berlino, è stata semplicemente fantastica, questa è stata quella della maturità, programmata un anno fa, preparata con estrema cura, i lunghi massacranti allenamenti fatti durante i mesi più caldi. Berlino è ufficialmente considerato il percorso più veloce del mondo, ci sono i più forti top runners che tentano il nuovo record del mondo, è una delle 6 world majors, le 6 più grandi, 42.000 persone alla partenza, una città in movimento. Sognavo di fare il “mio” record, del mio piccolo mondo, 2 giorni dopo il mio compleanno. Tagliare il traguardo in 3:44:14, molto meglio delle più rosee aspettative, è stato veramente un sogno, sono stati attimi di gioia assoluta, il miglior modo possibile per festeggiare i miei primi 50 anni!

Come ti alleni per una maratona?
Io mi alleno sempre tre sere alla settimana in Sisport, e poi faccio i lunghi, o i "lunghissimi" la domenica. Di più non riesco perché non voglio trascurare troppo la famiglia. Mi alleno sempre e ovunque, a qualsiasi costo e con qualsiasi condizione meteo, perché la gara non la rimandano se piove, e con tutti i mesi e l'enorme fatica che ci metti a prepararla, non puoi poi dire "beh, questa domenica non mi sento tanto in forma, corro poi domenica prossima", quindi tanto vale abituarsi a correre in condizioni sfavorevoli, ti tempra e ti aiuta a gestire meglio le difficoltà in gara

Con quale tipologia di scarpe preferisci correre?
Ah, per le scarpe ho ancora troppa poca esperienza per avere un’idea mia, mi faccio sempre consigliare dal mio allenatore!
 
Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara?
La sera prima della gara mangio quello che mi piace di più, che, se mi trovo nel nord Europa, vuol dire cenare al pub locale con mega hamburger e patatine fritte, o fish & chips, dolce, il tutto irrorato da un buon boccale di birra  E’ il bello di essere una dilettante che gioca a fare l’atleta!

Quali sono le tue sensazioni quando arrivi al 42° Km?
Di grandissima soddisfazione, gioia, felicità, euforia.

Lungo la tua esperienza c'è stato un momento in cui avresti voluto mollare tutto?
Mollare tutto, finora mai, ma di momenti duri, in cui mi sento inadeguata e temo di non farcela ce ne sono spesso, durante gli ultimi mesi di preparazione, quando la grande mole di lavoro si fa sentire.

Quali sono le tue risorse?
Mi ripeto che “ce la posso fare”, ma le mie risorse principali sono mio marito e il mio allenatore, a pari merito, perché mi supportano e mi sopportano, soprattutto quando l’evento si avvicina e mi lamento parecchio per i motivi di cui sopra.

Quanto è importante l’allenatore?
E’ fondamentale, non essendo una ex atleta, e non avendo mai fatto agonismo in nessuno sport, senza la preparazione di Mattia avrei smesso un paio di mesi dopo aver iniziato. Oramai mi conosce, sa come prendermi, e come non farmi abbattere nei momenti di stanchezza, o di piccoli infortuni o acciacchi vari...

Hai un rito propiziatorio tipo portafortuna?
No, nessun rito particolare, se non lamentarmi più del solito, con buona pace di mio marito che mi accompagna sempre. L’unico porta fortuna, per modo di dire, è correre sempre con la maglia dell’evento, anche se ha le maniche lunghe ed il clima non è particolarmente freddo, come l’anno scorso a Venezia…

Torino, 13 ottobre 2016

Andrea Brignacca

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